lunedì, 12 ottobre 2009

A quick one (while she's away)

L'altra sera un amico e fan del complesso, ma proprio fan, di quelli che ci segue anche per 3 concerti consecutivi in 3 giorni, di quelli che c'è sempre, proprio sempre, di quelli che ha i nostri cd autografati e sempre un posto in prima fila ovunque suoniamo, un amico e fan dicevo, dopo aver visto un complesso con una chitarra di marca Gibson e modello SG (Diavoletto per i non addetti ai lavori), mi fa:
- Out, cazzo, ti devi proprio comprare una SG, ha un suono troppo bello!
Io, sbigottito, lo guardo, rifletto, lo riguardo, rifletto, conto fino a 10, uso il moderatore interno di insulti e dopo una ventina di secondi di sguardo fisso, riesco a formulare:
- Alberto, sono 3 anni che uso la Gibson SG dal vivo...
Risposta del soggetto:
- Ah.


Ma passiamo alle cose serie.
Una mia amica, figa figa figa, mi contatta.
Sono due volte che alternativamente per pacchi miei e suoi, non riusciamo a incontrarci, devo mostrarle la casa nuova, la macchina nuova, e credo sia interessata alla mia collezione di farfalle...
Riassumo in un dialogo.
- Ciao Out.
- Ciao Elena.
- Ho bisogno di parlare con te dal vivo.
- Eh, chissà se riusciremo mai a incontrarci... con tutti gli impegni che hai...
- Eh, pure tu caro mio, sei piuttosto impegnatuccio.
- E cosa avresti da dirmi?
- Boh, parlare, alla fine lo sai, il dialogo tra noi è molto aperto, sento molta comprensione da parte tua, è una questione di "affinità".
- Ok, però se è già la terza volta che per colpa di uno o dell'altro non riusciamo a vederci, beh, forse non deve essere.
- Ma no, perchè dici così? Che poca pazienza hai.
- Non so, nella vita ho imparato che quando le cose devono andare vanno da sole, non mi piace star lì a spingerle.
- Peccato che dici così, ma sono una tenace io se voglio, spero di farti cambiare idea.
- Dubito ma puoi provarci, tipo ci sei martedì?
- Sì, dovrei, a parte improvvissi impegni formali.

Staremo a vedere...



outoftime2 alle 17:46 in:
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lunedì, 14 settembre 2009

Perchè, perchè?

Perchè n°1

Out of time e un'amica discorrono dopo un concerto.
Lei si sofferma su una frase buttata a caso da Out, come spesso gli accade, e ci si incaponisce.
- Ma sì, alla fine si sa che gli uomini guardano solo le tette.
- Scusa, allora io dovrei essere piena di uomini! E invece sono single.
- Tu non hai solo le tette, hai anche quel particolare caratterino...
- Out, sai cosa sei?
- Sì penso di intuirlo.

Ma perchè la gente non vuole sentirsi dire la verità? E poi tutti che nelle 5 cose che apprezzano in una persona ci mettono la sincerità.


Perchè n°2

Out of time va ad un matrimonio. C'è anche Laura.
All'inizio fanno finta di non considerarsi, fanno finta che nessuno dei due sia (stato?) così importante per l'altro.
Del tipo, sì, ti ho amata, ma adesso sono completamente immune al tuo vestitino di seta con scollatura molto generosa e al nero corvino dei tuoi capelli. E anche a quello sguardo che solo tu...
Del tipo che sì, tu se l'uomo più interessante che mi sia capitato e sarei andata a vivere ovunque con te, però il vestitino non me lo sono messo (solo) per te, e non ti guardo come guardo solo te, perchè tanto ho gli occhiali da sole e tanto non lo vedi.
Passano 10 minuti.
E' tutto come sempre, ma Out è molto più cosciente. E ha Elvira, cioè, non con sè in quel momento, nella vita intendo.

E perchè nella notte ancora Out sogna Laura?



Perchè n°3

- Perchè perchè, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita?
- Elvira, è una settimana che lo sai, e comunque non insistere, non posso rinunciare a questa partita.
- Beh, comunque io non è che "un giorno ti seguirò", io lì non ci verrò mai.
- Menomale, io non sono un essere umano in quei momenti, preferirei risparmiarti di questa visione poco edificante per il nostro rapporto.
- Sì, però io adesso cosa faccio?
- Ti vengo a prendere tra due ore, cacchio, ma è possibile che devi rompere? Abbiamo dormito insieme, siamo stati tutta la mattina assieme, il prossimo week end andiamo via solo io e te. Possibile che proprio questa partita ti renda così nervosa?
- Sì.
- Senti, comunque io ci vado.
- Ok!
- Ok, un cavolo, smettila di rompere. E non fare la nervosetta.
- Smettila di dirmi cosa devo fare!
- Smettila. Guarda che sto perdendo la pazienza.
- Già e cosa faresti?
...
- Cosa faresti? Sentiamo un po'!
...
- Dai!!! Cosa faresti!????
...
- Senti, mi parli per favore, cazzo!!!!
...
- OUT, LA SMETTI???
...
- Va beh...
- Appena finisce la partita ti chiamo, poi se vuoi ti vengo a prendere. Ciao.



outoftime2 alle 21:02 in: cattiverie, laura, elvira
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venerdì, 14 agosto 2009

Cinque minuti e poi

In trasferta.
Coi colleghi.
Per lavoro.
All'estero.

L'italiano si sa, lo fa meglio, ed è spesso disprezzato all'estero.
Ma non in America.

Lascio l'Italia in condizioni psicofisiche notevolmente compromesse da un concerto, diverse birre, giornata di lavoro. A letto alle 2.30, sveglia alle 5.00.
Elvira un po' irritata dal fatto che si ferma a dormire a casa mia per due misere orette di sonno insieme, ma lo stesso comprende la mia agitazione mi saluta sulla porta con uno sbadiglio e un bacino assonnato ma non privo di affetto.

Crollo in diversi sonni profondi, tanti quanti sono i voli che devo prendere nelle successive 30 ore.

I primi due giorni di permanenza penso che devo assolutamente cambiare lavoro.
Poi passa il terzo, il quarto il quinto e comincio ad ambientarmi.

Poi una sera ci ritroviamo ad un party.
Parliamo con un sacco di gente e ognuno ha qualcosa da dirci in italiano, passando da BELLA RAGAZZA a BUONGIORNO/BUONASERA , da BRAVISSIMO a MERAVIGLIOSO, da COME STAI? a CHE CAZZO DICI?!

Noto che Mary indugia spesso col suo sguardo su di me.
Noto che il mio collega Denis indugia spesso con lo sguardo su Anny.
Anny e Mary sono amiche, giovani, carine.
Denis condivide la camera con me.
Ci metto poco a fare due più due.

Il bar sta per chiudere, ci cacciano.
Mary viene da me con uno sguardo contrito e mi dice:
- Sai, adesso abbiamo un problema, io e Anny...
- Che tipo di problema, Mary?
- La mia camera è occupata.
- In che senso occupata?
- C'è Joy con un "amico"... e per mezz'ora non posso andarci.
Interviene prontamente Denis:
- Beh, potete venire da noi!!
In effetti anche a me l'idea non dispiace, facciamo strada e ci ritroviamo immersi in una conversazione di un paio d'ore con le due ragazze, parlando di tutto, dalla politica alla religione all'omosessualità (o forse è sempre lo stesso argomento??).

Poi si fa tardi, tardi tardi.
Le ragazze iniziano a dare segni di cedimento, io pure, ma Denis vuole a tutti i costi portare a casa il risultato, e propone.
- Ragazze, cosa ne dite di dormire qui? Anny dorme con me e Mary con Out.
Le ragazze ridacchiano divertite e molto poco stupite dalla proposta, e rispondono:
- Ci date 5 minuti che dobbiamo andare al bagno delle signore?
- Certo.

Tornano dopo 5 minuti cambiate per la notte, si infilano nei rispettivi letti e io mi trovo ad affrontare una situazione che speravo proprio di non dover vivere almeno per i prossimi 20 anni.

Nella testa in quei 5 minuti c'è stata una guerra punica tra ormoni e raziocinio, tra pulsione e ragionamento, tra bene e male, tale che ad un certo punto non riuscivo più a capire niente.
All'arrivo di Mary avevo preso un'approssimativa decisione di vivere il momento e vedere cosa succedeva, per cui praticamente la confusione regnava ancora sovrana.

E' strano essere a 10000 km da casa e dover riflettere sulla propria rettitudine morale con una ragazza nel proprio letto che si aspetta il "tipico calore italiano".

Mi infilo tra le lenzuola, già calde.
- Ciao Mary.
- Ciao Out.
Mi abbraccia. Dall'altro letto provengono già rumori di limonata molto dura, diversi ribaltamenti di fronte e aggrovigliamento di quelli da ventenni in calore.
- Ok, quindi dormi qui.
- Sì, dormo qui.
Cervello in stato confusionale, tale e quale ad una televisione accesa senza antenna.
Mi faccio forza, mi riprendo. Piano piano formulo. Piano piano reagisco. E con stupore... parlo anche!
- Ok, però devo dirti una cosa.
- Oddio... Cosa c'è Out?
- Per me va bene che tu DORMA qui.
- Mm.
- Per "dormire" intendo proprio "dormire".
- Occacchio...
- Mary, tu sei carina, mi piaci, sei simpatica, sto bene con te, ma quando torno a casa io voglio poter guardare negli occhi la mia ragazza.
- Hai una ragazza Out?
- Sì, forse dovevo dirtelo prima...

E' strano da spiegare, ma volevo in qualche modo mettermi alla prova, misurare la mia capacità di resistere alle tentazioni ( e in qualche modo agevolare il mio collega, perchè Anny non sarebbe mai rimasta a dormire da sola nella nostra camera).

- No, non c'è problema.
La sua espressione è delusa, lo sguardo rattristato, ma mi accarezza il viso.
- Sicura?
- Sì.
- Vedi, io non posso fare niente con te, cioè, non sono un bigotto o un boy scout, ma so che per me è giusto così. Semplicemente I can't.
- E' da molto che stai con lei?
- Un anno. - (mento spudoratamente perchè sono 8 mesi, ma voglio dare maggior drammaticità al momento).
- La ami?
- Beh, vedi, l'amore è un concetto che io faccio fatica ad avvicinare. Diciamo che per anni sono stato single ed ero tranquillo, facevo quello che volevo con chi volevo. Poi ho trovato lei e la cosa è diversa. Se non è amore è la cosa che ci si avvicina di più.
- Fortunata lei... Out, tu sei una brava persona.
- Grazie.
- Va beh, comunque a  me va bene lo stesso. Io volevo parlarti e dormire con te.
- Ok. Buonanotte Mary.
- Buonanotte Out.
outoftime2 alle 10:56 in: ogni tanto, roba di cuore
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mercoledì, 01 luglio 2009

Non perchè

Non perchè io sia mai stato un suo fan, non perchè io ami la sua musica più di altra (si sa quali sono i miei gusti), non perchè ci sia stata conoscenza personale, ma la morte di Michael Jackson mi ha un po' toccato.

Sarà l'età che avanza, anni fa riuscivo a stare completamente impassibile di fronte a praticamente ogni cosa, ma mi sono un po' commosso.

Ho sempre avuto rispetto per il cantante, per la star, per il re del pop.
Non ho mai creduto alle voci infamanti sul suo conto (smentite peraltro ultimamente, guardacaso dopo la morte), non ho mai creduto fosse un alieno o un pazzo, e infatti probabilmente non lo era.

Strumentalizzato dalla stampa, dallo show business, il quale forse più gli ha preso che dato, ha chiuso la sua esistenza in un corpo completamente rimodellato, fino forse alla deformità, per chissà quale necessità estetica, sconquassato da un sistema di affari che lo ha sempre trattato da re ma chissà a quale prezzo.

Non bisogna mai dimenticarsi che dietro a qualunque star, personaggio pubblico, vip o qualsivoglia definizione intenda una persona molto in vista, c'è sempre un essere umano, che caga e piscia come tutti gli altri.
Di quello ci si occupa sempre poco perchè si suppone che con tutti i soldi che ha, uno non possa stare male o avere affetti.

Io non la penso così, e sono molto dispiaciuto per la sua sorte e per la sua morte.
Non avevo l'idea di una persona felice, ma piuttosto disturbata, ossessionata, inquieta.
Riposi in pace.
outoftime2 alle 13:40 in: ragionamenti
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martedì, 16 giugno 2009

Tre episodi

Non vedevo Elena da quattro anni almeno.
Avevamo semplicemente smesso di parlarci.

La conferenza è al mattino presto.
Un saluto veloce all'inizio.
Poi c'è la pausa.
Usciamo, io e lei soli. Lei fuma.
E' dimagrita, e con il suo vestitino svolazzante sta decisamente bene, in effetti mi stimola un discreto desiderio sessuale.
- Ma ciao! - E mi sorride.
- Ciao.
E parliamo per circa mezz'ora.
Lei sorride in quel suo modo, quello che ti fa capire che un po' ti adora e un po' vuole stare sulle sue.
Non parla volentieri con nessuno lei, è musona, fredda, non si integra nel gruppo.
In effetti tutti si stupiscono della confidenza che mi da, compresa Elisabetta, la mia ex collega, soprattutto quando vede che alla fine della conferenza indugiamo artificiosamente nella hall.
- Vieni a fare un aperitivo?
- Perchè no?
- Ok, ti aspetto fuori.
Saluto Elisabetta e la raggiungo.
Parliamo per un paio d'ore credo, anche se non mi rendo molto conto dello scorrere del tempo.
Abbiamo un po' di cose da dirci.

La trovo affascinante, accattivante, e mai come in questo momento, sensuale.
Non so perchè ma ho l'impressione che si sia appositamente preparata per me.
Credo abbia un fidanzato. Non ne parliamo. E non parliamo nemmeno di Elvira.

La rivedrò penso. E per tutto il giorno la penso.
Non penso di essere infatuato, però questo suo fare da ragazzina cresciuta ma non maturata, da ribelle elegante, da "io faccio solo ed esclusivamente quello che voglio", mi attrae.

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L'Assistente non mi piace, e al limite mi irrita. Ma mi adora.
Chissà perchè.
Io ci avrò parlato mezza volta, e forse le ho detto solo "Ciao, come stai".
Viene al mio concerto, si piazza sotto il palco con un vestito presunto anni '60 che è invece una pessima arraffazzonatura anni '80 semplicemente ispirato a qualcosa di vecchio. Pessimo.
Mi fa un sacco di foto tanto che tutti si chiedono: ma chi è quella lì con quel vestito orrendo che ti fa un sacco di foto?
Costei è l'Assistente, ragazzi.

Finisco il concerto e mezzo rincoglionito (come sempre dopo la performance) scendo dal palco e viene a salutarmi.
Blatero qualcosa di standard (perchè in quel momento il cervello è completamente disconnesso), che potrebbe essere "ciao, come stai, ci vediamo dopo" oppure "magari ripasso dopo, fammi andare a cambiare" o anche "devo correre ad asciugarmi, a più tardi".
Tutte frasi fatte, che in pratica sono dette per dribblare, non certo per dare speranze di un proseguio della chiacchierata.
In effetti di solito funzionano e la gente, vedendomi sparire in camerino, spesso non sta ad attendermi oltre misura.
Io esco dal camerino dopo un po', mi fermo al bancone, bevo delle birre e nel frattempo arriva altra gente. Mi dimentico completamente dell'Assistente, che però noto essere ancora nel locale in compagnia di un ragazzo. Poi la perdo di vista.

Dopo qualche giorno mi arriva un'email piuttosto infuocata nella quale mi rinfaccia di averla "sedotta e abbandonata" costellata di frasi del tipo: "sarai contento di aver conservato il tuo ruolo di duro che mi pianta in asso", "pensi di aver fatto la figura dell'uomo freddo e tutto d'un pezzo ma in realtà hai fatto solo una gran figuraccia, mi devi delle scuse".

Io reagisco contando fino a dieci per evitare il VAFFANCULO diretto, anche perchè proprio non avevo calcolato un tale infervoramento.
Dopodichè da gentiluomo quale sono, mi scuso per aver causato un tale fraintendimento, e mi giustifico spiegando che dopo i concerti purtroppo mi capita di incontrare molta gente, eccetera eccetera, e le spiego che da qualche mese sto uscendo con una ragazza, per cui non avevo sicuramente alcuna intenzione di sedurla e quindi tantomeno di abbandonarla.
Lei rimane impressionata dalla "sensibilità dimostrata nella mia risposta"(!) e si compiace del fatto che sia tutto un misunderstanding.

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Aperitivo.
Io, Elvira, alcune sue amiche.
Entra un ragazzo molto vistoso, a mio avviso insignificante, ad avviso di Elvira e le sue amiche molto bello.
Mi assento per parlare con un'amica che non vedo da qualche tempo.
Ritorno e un'amica di Elvira mi dice:
- Tu sei un uomo intelligente.
- Perchè?
Poi guardo Elvira e la vedo piuttosto concentrata sul soggetto.
Non faccio una piega, non lo trovo pericoloso e per niente interessante, come ho già detto.
Lei si rigira verso di noi, scappa qualche battuta tra un filo di imbarazzo con le sue amiche, ma io mi comporto come se niente fosse, anche perchè, in effetti, per me nulla è.
Usciamo dal locale ed Elvira, non avendo visto il benchè minimo segno di gelosia da parte mia, pensa sia giusto indagare.
- Tu non sei geloso?
- Di cosa?
- Boh, quando ho guardato quello lì.
- Beh, no, anche perchè non lo trovo affatto un soggetto degno di nota e nemmeno di gelosia.
- Io sì.
- Bene, vacci a parlare allora.
- Ma no, lo dicevo così per dire...
- Vedi Elvira, se tu ti infatuassi di Umberto Eco, allora mi preoccuperei, ma non certo di quel belloccio.
Elvira mi guarda con fare interrogativo, ma allo stesso tempo con ammirazione.
Torniamo a casa, ci sbaciucchiamo, eccetera eccetera.









outoftime2 alle 10:18 in: persone, elvira, quella commedia che è la vita
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domenica, 07 giugno 2009

Il buon senso...

... è merce sempre più rara.

Locale fuoricittà.
Io e alcune persone siamo fuori a prendere il fresco e si sente provenire dall'interno una di quelle canzoni di disco anni '80 che vanno per la maggiore adesso.

Le persone intorno a me li hanno vissuti gli anni '80: eroina, catene, botte coi paninari.
Ma ne sono usciti.
Un sedicente esperto di musica, raffinato e selettivo, ad un certo punto, a sorpresa, esclama:
- Bella questa qua, la metterei anche alle mie feste!
E mima un ballo scandalosamente scimmiesco, ma da lui inteso seriamente.
Un altro, non potendo trattenere lo sgomento, lo guarda con disprezzo ed esclama:
- Una volta mi dicevi che questa era musica da tamarri, e adesso è diventata improvvisamente roba di classe?

Io sono CONTRO al revival '80 che si fa con la becera musica italiana di gente che cantava e suonava accozzaglie di parole messe a caso accompagnandosi con sintetizzatori schifosi.
I ragazzini e le ragazzine che vanno a ballare Jo Squillo, Den Arrow, Sabrina Salerno e tutto il ciarpame di quella risma, ha solo l'attenuante dell'ignoranza.
Mi oppongo, non lo accetto, sminuisce la musica, i musicisti e chi da la vita per questa arte.

E purtroppo è solo in un paese come l'Italia che si può andare a ripescare roba che già faceva schifo ai suoi tempi e viene fatta passare per "roba trendy".
E' divertente e spensierata, dicono.
Spensierata? Musica per quando non si ha voglia di pensare?

Ricordiamocelo che il sonno della ragione genera mostri.

Di spensierato c'è solo il conto corrente di chi si arricchisce sull'ignoranza delle persone.
E' dalle piccole cose che si vede la povertà culturale di un popolo.

E se proprio dobbiamo ricordarci la musica del passato, gli esempi eccellenti non mancano di sicuro.

La musica è un'arte, rispettiamola.


outoftime2 alle 14:06 in: musica
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lunedì, 27 aprile 2009

Sad sad sad

Ci risiamo, tristezza.
Bisognerebbe fare come i Rolling Stones, fare una canzone allegra che parla di tristezza, proverò in serata, anche se non ho voglia di fare niente, proprio niente.
Mi alzo, subisco il lavoro, subisco le lamentele dei miei, subisco le lamentele degli altri del gruppo che vorrebbero la copertina del disco e tutte le altre cose.
Però io sono triste.
Provo a dirlo ma non vengo ascoltato perchè ognuno vuole qualcosa.
Lo scrivo qua ma non voglio impietosire nessuno, non cerco comprensione o solidarietà.
Forse dovrei pagare qualcuno per ascoltarmi, ma non guadagno abbastanza.

Ok, me la tengo finchè riesco.

outoftime2 alle 13:00 in: conoscere se stessi
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giovedì, 26 marzo 2009

Delle stufe e dei fuochisti

- Vedi Out, il rapporto con te è una cosa strana. Io di solito mi prendo delle cotte impressionanti e poi matematicamente me la piglio in culo...
- Interessante... innamoramento e poi rapporti anali. Mi piace.
- Scemo. Però con te è diverso. In realtà non mi sono presa una cotta per te. Cioè, però sto bene, ho raggiunto un certo equilibrio. E' strano. Mi dai sicurezza, mi ispiri fiducia.
- Mmm... - preferisco far paura che ispirare fiducia, ma questo non l'ho detto.
- Cioè vedi, anche per quello che riguarda il sesso, io non sono una da rapporti occasionali, di solito ci metto un po' per creare una certa intimità, però con te è successo quasi subito. E' strano per me.
- Beh, conoscendomi invece lo capisco benissimo!
- Che scemo!
- Ahahah!
- Non so, non riesco a pensare per due, però con te sto bene, sto davvero bene.
- Ok Elvira, aspetta un attimo, ti spiego due cose anche io: vedi, anche per me è lo stesso, anche io sto bene con te e ho una sorta di equilibrio. Il punto è che non ho slanci particolarmente forti perchè sono molto diffidente. Anzi, lo sono diventato. Purtroppo c'è stata qualche esperienza  negativa negli ultimi anni e faccio un po' fatica a lasciarmi andare così senza sapere. Quindi forse è normale che tu mi percepisca un po' freddo e non divampi la passione che di solito ti coglie. Penso sia un po' come dice il mio collega: se la stufa non scalda è perchè il fuochista non è tanto capace.
- Ahahahaha!
- Vedi, non è che io non sia capace, ma ho bisogno un attimo di tempo, e poi credo che uno dei segreti per cui c'è tutto questo equilibrio è perchè non sto forzando niente.
- Dici?
- Sì, penso sia così. Se ti riempissi di messaggi sdolcinati come reagiresti?
- Probabilmente me la darei a gambe.
- Ecco, vedi?
- Può essere. Cioè, anche se sei sempre molto inglese, nei modi di fare, nel comportamento, mi accorgo comunque che ci tieni a me. La mia paura è solo che andando avanti magari poi  a un certo punto succede che non scatta niente e tu ci possa stare male.
- Fa parte del gioco, io ho la stessa paura per te.

*** *** *** *** *** *** *** *** ***

- E comunque, scusa, ma tu quante donne hai in giro?
- Perchè?
- L'altra sera al concerto c'era un certo movimento intorno a te... - e ridacchia
- Si fa quel che si può...
- Occhio, eh...
- Ahahahah!
outoftime2 alle 12:46 in: elvira, roba di cuore
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venerdì, 20 marzo 2009

Modi possibili

Arrivo in uno dei miei fetidi bar dopo una serata in cui ho alzato un po' il gomito.
Di solito ci lavora Sandra, che è sempre così gentile con me.
Invece ci trovo Cristina, 18 o 19 anni, non ricordo.

Passano cinque minuti e inizia il battibecco tra me e lei, tra il serio e il faceto, finchè dopo un bel po' interviene il Capo:
- Ragazzi, è mezz'ora che litigate, questo è amore!

E riprende il battibecco, mezzo gridato:
- Ma che amore!? Questa qui mi sta facendo innervosire! E poi è pure fidanzata!
- Non sono fidanzata!
- Va bene allora esci con me?
- Bla bla bla bla bla bla...
- Ok, vedi, non vuole nemmeno uscire, che cazzo vuole sta qua?
- Non ho detto che non voglio uscire con te.
- E allora?
- Esco se facciamo sesso in tutti i modi possibili.
- Conosco solo tre posizioni.
- Hai qualche giorno per farti spiegare tutte le altre.
- Sì e poi?
- E poi devi avere la verve di un ventenne.
- Ok, ti faccio uno squillo quando sono sotto casa tua.
- Ok.
- Eh, fammi avere il tuo numero.
- Ok.

Prendo la giacca e me ne vado a casa, dove fumo mezza sigaretta (avevo smesso di fumare) e mi schifo del sapore di merda del tabacco impoverito.
outoftime2 alle 12:40 in: serate, buonumore
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mercoledì, 18 marzo 2009

Perplessità

- Ciao Elvira, come stai?
- Bene, grazie. E tu tu sei ripreso dalla sbornia?
- Sì... Scusa ancora per le condizioni pietose. Poi credo di averti risposto male quando mi hai chiamato per chiedermi se ero arrivato a casa.
- In effetti sì... ma credo che tu ti sia irritato quando ti ho chiesto se dovevo scortarti fino a casa...
- Beh un po'. Sei arrabbiata?
- No, più che altro mi sono preoccupata. Non mi interessa se bevi, solo che poi non dovevi guidare in quelle condizioni.
- Sì ma non ricapiterà, la prossima volta me ne sto dove sono e non vengo a rompere.
- Va beh, ma non è per quello... fa niente...

Poi il discorso vira sulla giornata lavorativa.

- Sai che oggi mi hanno dato una bella notizia?
- Di cosa si tratta?
- Ci sono prospettive per il mio trasferimento all'estero.
- Ah...
- Sì, e mi piacerebbe molto.
- Ah... sì... non posso dire che la cosa mi renda pieno di gioia, però credo sia una notizia positiva...
- E' tra i miei obiettivi.
- Allora è una buona notizia... Scusa, suonano al campanello, devo andare.
- Ciao!
- Ciao...

E quindi?
Conterò qualcosa io nella sua vita?
Nino si è espresso così sull'argomento:
- Out, non ti ama, mollala subito e fattene una ragione. Non sono tutti come me che nonostante i calci in culo che mi prendo costantemente rimango nel gruppo per quella carezzina che ogni tanto mi concedi.
E Nino di solito è saggio.
outoftime2 alle 18:50 in: elvira, conoscere se stessi, roba di cuore
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